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Cile e Bolivia – I Tesori delle Ande

15 GIORNI 13 NOTTI

Le lagune e il deserto di Atacama, i geyser di El Tatio – i siti di Quitor e Tulor – fenicotteri e vigogne tra le lagune boliviane – isole di corallo e cactus nel Salar de Uyuni – il Parco Isluga, il Gigante di Atacama e il villaggio fantasma di Humberstone

N.B.  Il viaggio suddetto è a titolo di puro esempio. Dà un’idea di prezzi, località, attrazioni ed esperienze tipici della destinazione, che possono essere inclusi in tutto o in parte nella programmazione dei vari Tour Operator. Potrebbe essere effettuato solo in alcuni periodi dell’anno, in funzione di stagionalità climatiche e situazione socio-politica della destinazione

1° giorno / Italia – Santiago del Cile
Partenza nel pomeriggio da Milano con voli di linea per Santiago del Cile, con scalo intermedio. Volo notturno e pernottamento a bordo.

2° giorno / Arrivo a Santiago del Cile
Arrivo a Santiago del Cile al mattino e accoglienza da parte dell’organizzazione locale. Visita orientativa della capitale cilena, fondata nel 1541 dal conquistatore spagnolo Pedro de Valdivia: la Cattedrale e il Palacio de la Moneda, progettati dall’architetto italiano Gioacchino Toesca fatto venire appositamente dall’Italia; il Cerro Santa Lucia, la collina su cui si accamparono i conquistadores giunti da Cuzco e da cui ebbe inizio la fondazione della città; il Cerro San Cristóbal, la zona verde più grande della metropoli da cui è possibile ammirare un panorama completo della capitale e da cui si sviluppa il Parque Metropolitano, uno dei parchi urbani più estesi al mondo; il Patio Bellavista, la zona bohémien che combina l’architettura coloniale con negozi e vivaci locali alla moda, frequentati giorno e notte. Sistemazione e pernottamento in un hotel 5*.
Pasti: pranzo e cena liberi.

3° giorno / Santiago – Calama – San Pedro de Atacama – Quitor e Tulor
Al mattino trasferimento in aeroporto e volo per Calama, città mineraria nel deserto di Atacama. Accoglienza all’arrivo e trasferimento attraverso l’arido deserto, fino ad arrivare all’oasi di San Pedro de Atacama (2.428 m.s.l.m.).
Sistemazione in hotel e nel primo pomeriggio visita del Pukara de Quitor, impressionante fortezza atacamegna del secolo XII e ultimo baluardo della resistenza incaica contro gli invasori spagnoli. Si prosegue per l’antico villaggio di Tulor per vedere gli scavi di questo antico villaggio, uno dei primi vestigi di popolazione stabile in quest’area desertica. Ritorno a San Pedro e tempo a disposizione per del relax o per una piacevole passeggiata nel villaggio. Pernottamento in un piccolo e centralissimo hotel resort.
Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena liberi.

4° giorno / San Pedro – Toconao – lagune Miscanti e Miniques – Socaire – Salar de Atacama – Laguna Chaxa
Partenza al mattino per Toconao, un piccolo “pueblo” coloniale interamente costruito in liparite, una pietra di origine vulcanica. Si prosegue poi per le lagune di Miñiques e Miscanti che si trovano all’interno della Reserva Nacional de los Flamencos a circa 4.300 m.s.l.m., due piccoli laghi splendenti coronati da vulcani e alimentati da fiumi sotterranei. Il colore blu cobalto delle acque contrasta con il rosso della terra. L’ambiente è molto simile a quello della zona compresa tra Arica e Putre, testimonianza del colossale fenomeno orogenetico che ha portato alla formazione delle Ande dal Cile al Perù creando ambienti simili anche a distanza di migliaia di chilometri.
Si prosegue per il pittoresco villaggio di Socaire e infine verso il Salar de Atacama, una immensa distesa di sale di rara bellezza che si estende su una superficie di circa 300.000 ettari, per una larghezza di circa 100 chilometri.
All’interno del Salar si trova l’incantevole Laguna Chaxa, habitat ideale per i fenicotteri rosa. Rientro a San Pedro e pernottamento.
Pasti: colazione in hotel, pranzo in ristorante e cena libera.

5° giorno / L’area geotermica di El Tatio – Valle della Luna – le costellazioni australi
Partenza prima dell’alba (intorno alle 4 del mattino) per i Geyser del Tatio, ambiente geotermico dalla bellezza surreale a 4.300 mt: geyser, fumarole e piscine naturali di acqua calda bordate da residui salini colorati. E’ proprio il mattino presto, al sorgere del sole, il momento migliore per osservare, nell’azzurra limpidezza dell’altopiano, i fenomeni dovuti all’intensa attività vulcanica sotterranea, prima che i venti mattutini disperdano il vapore delle fumarole.
Possibilità di un bagno termale nella piscina naturale esistente nel campo geotermico. Di ritorno a San Pedro si visiterà il villaggio di Machuca. Nel pomeriggio si effettua un’escursione alla Valle della Luna, dove gli agenti atmosferici hanno modellato il territorio in forme policrome e bizzarre. Attesa del tramonto e della magia delle sue luci sul deserto di Atacama, in prossimità di una immensa duna di sabbia color grigio cenere. Rientro a San Pedro e cena libera. In serata – se le condizioni meteorologiche son favorevoli – si effettua un “tour astronomico”, ammirando le costellazioni che si possono osservare già a occhio nudo nella porzione di cielo di questo angolo di mondo. Ad accoglierci nella propria abitazione l’astronomo Alan Mauri che, dopo una breve introduzione, indicherà prima a occhio nudo e poi con il telescopio le stelle e le nebulose.
Un’amabile serata di conversazione, riscaldata da una piacevole tazza di cioccolata calda. Rientro in hotel e pernottamento.
Pasti: colazione al sacco, pranzo e cena liberi.

6° giorno / San Pedro – Paso de Hito Cajon (BOLIVIA) – lagune e geyser – Riserva Naturale Avaroa – deserto di Silolì – Ojo de Perdiz
Partenza al mattino e disbrigo delle formalità doganali cilene per il controllo obbligatorio in uscita dal paese. Una strada asfaltata collega San Pedro con il Paso de Jama, al confine con l’Argentina. Via via il paesaggio cambia e la temperatura diventa sempre più frizzante. Dopo circa 45 km e un dislivello di quasi 2.000 metri, si devia per un breve tratto di pista che in pochi minuti conduce al Paso de Hito Cajon (4480 metri), posto di frontiera con la Bolivia. L’imponente Volcán Licáncabur, col suo cono perfetto e dall’alto dei suoi 5.920 metri, sorveglia questo sperduto avamposto.
Incontro con lo staff boliviano e dopo aver lasciato il veicolo e lo staff cileno (non c’è accordo tra i due paesi per il passaggio di automezzi e guide, ndr), si prende posto sui fuoristrada per iniziare il viaggio in terra boliviana. In questa giornata gli amanti della fotografia, potranno dar sfogo alla loro passione. Qua e là cespugli di erba tinteggiano le distese desertiche e presto appare la prima meraviglia, la Laguna Verde. Con la sua superficie di appena 17 kmq, è tanto piccola quanto suggestiva per la spettacolare colorazione delle sue acque che, spesso sferzate da un vento gelido, mutano dal verde al turchese grazie a un’alta concentrazione di sali di metallo pesanti che le rendono perfino tossiche. Tutt’intorno uno strato di borace bianchissimo e fine incornicia la laguna.
Poco distante la Laguna Blanca, così chiamata per il suo colore dovuto all’alta concentrazione di sale e borace. Siamo nella Reserva Nacional de Fauna Andina Eduardo Avaroa (REA), una delle regioni più remote e isolate della Bolivia, lungo un percorso che si svolge tra 4.000 e 4.500 metri, tra paesaggi surreali disseminati di laghi di sale e lagune dai riflessi multicolori che variano con il variare dell’intensità della luce nei vari momenti della giornata.
Vaste distese desertiche si alternano a piccoli bofedales (i pascoli di alta quota) che permettono la sopravvivenza a branchi di lama e timide vigogne. Si entra nella Valle de Dalì, un’ampia e surreale vallata così chiamata per la presenza di rocce artisticamente erose dal vento e dal gelo. Non lontano, a quasi 5.000 metri di altitudine, si trova l’area geotermica di Sol de Mañana, disseminata di geyser, fumarole e pozze fangose in perenne ebollizione, un paesaggio da inferno dantesco in cui non manca neanche il penetrante odore di zolfo. Un’altra ora di pista e si arriva alla splendida Laguna Colorada (4.280 m.) che si presenta, grazie alle diatomee e al plancton, con una colorazione rosso vivo quasi irreale.
Dominata dalla mole del Cerro Negro, la superficie del lago è di circa 60 kmq ed è in buona parte popolata da centinaia di fenicotteri. Solitamente è possibile ammirare tutte e tre le specie che nidificano a questa latitudine: i fenicotteri andini, la specie più grande, dalle zampe gialle e dal tipico piumaggio rosa, i fenicotteri cileni, dalle zampe bluastre e dal piumaggio color salmone, e i fenicotteri di James, i più piccoli di tutti, dalle zampe rosso scuro e il becco giallo e nero. Tutto intorno alla laguna fanno da cornice il contrasto giallo dei cespugli e il bianco del borace che ne ricopre le sponde.
Attraversando la Pampa de Silolì, dove è alta concentrazione di formazioni rocciose dalle forme bizzarre, si ammira la singolare roccia dal nome “arbol de piedra”. Si raggiunge infine Ojo de Perdiz e sistemazione in un semplice ma accogliente eco-rifugio, situato a 4.500 metri, alimentato da pannelli solari e interamente costruito in blocchi di pietra vulcanica, progettato in modo tale da smorzare la forza del vento che in questa aperta distesa può raggiungere anche intensità notevoli. Pernottamento.
Pasti: colazione in hotel, pranzo a picnic e cena in rifugio.

7° giorno / Ojo de Perdiz – lagune Honda, Chiarkhota, Hedionda e Cañapa – Valle de las Rocas – San Pedro de Quemez
Al mattino si risale verso nord, uscendo dalla regione di Sud Lipez costeggiando idealmente il confine cileno e lambendo il sabbioso Desierto de Silolì, in direzione di un’altra serie di lagune. Ciascuna diversa dall’altra, esse sono nicchie ecologiche dove hanno trovato il loro habitat piccoli branchi di timide vigogne e di lama, volpi andine, eleganti fenicotteri e altri uccelli acquatici. Queste lagune, incastonate tra montagne brulle e spesso dalla cime innevate, hanno delle tonalità di colori sempre diversi che conferisce loro un aspetto vellutato e quasi fatato, piccole gocce di marmellata coi bordi spolverati di zucchero a velo.
Sosta alle lagune Honda, Chiarkhota, Hedionda e Cañapa per brevi passeggiate e splendide fotografie. Proseguimento verso la Valle de las Rocas, dove il vento si è sbizzarrito nello scolpire le creste delle rocce nelle forme più stravaganti. Lungo la pista per San Pedro de Quemez si incontrano isolate comunità locali – spesso di poche famiglie, raggruppate in piccole case costruite attorno una solida chiesetta in adobe (mattoni crudi) – che vivono ancora con un piede nel passato, vigilando sulle tradizioni e a stretto contatto con questa natura bella ma severa. Una testimonianza che l’altopiano andino è antropizzato da tempi remoti sono le chullpas, antiche necropoli rinvenute nelle lande e negli anfratti delle grotte.
Sistemazione nei pressi di San Pedro de Quemez, ai margini meridionali del Salar de Uyuni, in un caratteristico eco-hotel, circondato da maestose montagne, costruito con blocchi di pietra vulcanica e alimentato principalmente da energia solare. Le tecniche tradizionali del taglio della pietra risalgono all’epoca precolombiana e i tetti coperti di paglia selvatica rispecchiano la tradizione andina. Pernottamento.
Pasti: colazione in rifugio, pranzo a picnic o ristorante, cena in hotel.

8° giorno / San Pedro de Quemez – cueva Galaxia – in 4×4 nel Salar de Uyuni – isola Incahuasi, tra coralli e cactus giganti – il cimitero dei treni – Colchani
Partenza per la visita alle sorprendenti formazioni rocciose che si trovano all’interno della Cueva Galaxia (la grotta delle Galassie), formatesi più di 200 milioni di anni con la solidificazione del magma vulcanico a contatto di ghiaccio e acqua e scoperte solamente nel 2003 da due membri della vicina comunità locale.
Poi dritto verso nord, per un’intera giornata in fuoristrada dedicata alla scoperta del Salar de Uyuni, originariamente chiamato Salar de Tunupa, nome sia di una divinità aymara sia del vulcano che dall’alto dei suoi 5.300 metri sovrasta l’accesso settentrionale del salar.
Questi è il più esteso deserto di sale del mondo, con poco più di 10.500 kmq e a un’altitudine di 3.700 metri, formatosi dalle acque marine imprigionate dai movimenti tettonici contrapposti delle due zolle terrestri che hanno dato origine a tutto l’altopiano boliviano. Non appena ci si addentra, il salar si rivela in tutta la sua regale bellezza: una piatta estensione biancheggiante, circondata da profili di montagne e piastrellata da enormi cristalli di sale esagonali, che lascia senza fiato; l’aria frizzante, il cielo blu e terso, la luce abbagliante e lo spazio sconfinato, offrono insieme all’incredibile distesa di sale, una prospettiva di immensità e grandezza senza eguali al mondo. Sembra di esser sospesi su una candida nuvola, così alta nel cielo da poterlo sfiorare con le dita e toccare le cime delle maestose montagne. Man mano che si dirige nel cuore del salar appare in lontananza, come un miraggio tra i riverberi di luce, l’Isla Incahuasi, la “casa dell’Inca”. E’ una delle trentadue “isole” disabitate del salar e sulla quale si ‘approda’ per visitarla.
Un sentiero che si fa largo fra enormi blocchi di corallo fossile, da cui spuntano qua e là giganteschi e centenari cactus trichocerus, la cui crescita è di pochi millimetri all’anno, conduce al punto più alto laddove l’occhio può spaziare a 360°. Una vista appagante anche per i più esigenti, un luogo unico al mondo la cui bellezza rischia di essere compromessa dalla scoperta di preziosi depositi di litio proprio sotto la crosta di sale, spessa – si dice – anche 500 metri. Nel silenzio assoluto e ovattato dall’aria rarefatta, a quasi 4.000 metri, su un’isola di corallo, abitata da mastodontici cactus e che galleggia su un mare di sale…un sorprendente dono della natura.
Nel pomeriggio si riprendono i fuoristrada e, percorrendo una pista che taglia verso est in direzione di Uyuni, sosta per la visita del “cimitero dei treni”, dove antiche locomotive a vapore giacciono su dei binari morti, un vero museo ferroviario all’aperto che suggestivamente riporta indietro nel tempo di decenni.
Bordeggiando il lato orientale del salar si raggiunge infine Colchani. Sistemazione in un caratteristico hotel de sal, integralmente costruito con blocchi di sale, dalle pareti agli arredi. La completa assenza di luci regalerà, complice il fascino irresistibile del salar, una notte stellata impossibile da dimenticare. Pernottamento in hotel.
Pasti: colazione in hotel, pranzo a picnic, cena in hotel di sale.

9° giorno / Colchani – ojos del salar – vulcano Tunupa – Coquesa – Tahua
Visita della comunità di Colchani. In questa località è ancora molto operosa l’attività estrattiva del sale, che viene o raschiato e raccolto in cumuli conici oppure sagomato in blocchi rettangolari dal fondo per poi essere portato negli impianti di ionizzazione dove, una volta arricchito, è pronto per la vendita al consumo. Si stima che siano circa 10 le tonnellate di sale depositate sul salar e da secoli l’attività estrattiva e di commercializzazione del sale è ancora la principale risorsa dei campesinos di Colchani.
In alcune zone della salina emergono dalle falde sotterranee delle vene di acqua fredda che filtrano dallo strato di sale creando delle specie di polle, con colorazioni diverse, che i locali chiamano los ojos del salar. In fuoristrada, costeggiando il versante orientale della piana di sale, si giunge al vulcano Tunupa. Nelle credenze andine i vulcani rappresentano l’essere supremo che vi dimora, che controlla e veglia sulla regione e sulle comunità locali. Essendo quindi una vera e propria entità spirituale, non di rado vengono a lui rivolte preghiere e offerte libagioni.
Risalendo le sue pendici, prima in fuoristrada e poi con una breve camminata, si raggiunge il villaggio di Coquesa dove in una grotta sono stati rinvenuti alcuni corpi mummificati di persone vissute circa 500 anni fa. Non solo questa chullpa ma anche altri resti archeologici, disseminati nei dintorni, testimoniano che l’antropizzazione di quest’area sia iniziata addirittura migliaia di anni prima di Cristo. Dal mirador del vulcano si gode una vista veramente spettacolare dell’incredibile Salar de Uyuni, per la sua vastità chiamato anche Mar Bianco.
Procediamo verso il vicino villaggio di Tahua e sistemazione per la notte in un altro hotel di sale, ai piedi del vulcano Tunupa.
Pasti: colazione in hotel, pranzo a picnic o ristorante, cena in hotel.

10° giorno / Tahua – salar Coipasa – Pisiga – Colchane – Cariquima (CILE)
Ultimo sguardo sul salar con le prime luci calde del mattino e partenza per il Cile. Poco distante, verso nord-ovest, si trova il più remoto e meno noto Salar de Coipasa, più piccolo del primo – ‘solo’ 2200 kmq – ma ugualmente sorprendente, con una grande isola interna su cui vive una piccola comunità, anch’essa dedita all’estrazione del sale. Anche il Salar de Coipasa è parte di quell’enorme lago preistorico, formatosi decine di migialia di anni fa, a cui appartengono il Salar de Uyuni e altri piccoli laghi settentrionali quali il Poopo e Uro Uro.
Anche oggi non mancheranno piacevoli soste per ammirare questa regione, una delle più belle e sensazionali delle Ande. Sempre accompagnati da un panorama desertico si raggiunge il paesino di Pisiga, posto di frontiera sul versante boliviano. Disbrigo delle formalità burocratiche e doganali e cambio di automezzi.
Nuovamente in compagnia dello staff cileno si raggiunge il vicino villaggio di Colchane e infine, pochi chilometri oltre, Cariquima. Pernottamento in un alberghetto locale molto molto modesto ma il migliore tra quelli disponibili in zona e in camere con servizi privati.
Pasti: colazione in hotel, pranzo a picnic o ristorante, cena in hotel.

11° giorno / Cariquima – P.N. Vulcano Isluga – gigante di Atacama – Iquique
Partenza verso ovest, iniziando una suggestiva discesa dall’altopiano verso l’oceano Pacifico. Dapprima si attraversa il Parco Nazionale del Vulcano Isluga, dominato dall’omonimo vulcano dormiente (5.530 metri), immerso tra le montagne settentrionali del paese.
Grazie alla presenza di lagune, sorgenti di acqua, geyser e varie attività geotermiche, il parco è ricco di flora e fauna tipica delle zone montane ed è l’habitat ideale anche per molte specie di volatili. Visita del grazioso villaggio di Isluga, sulle pendici del vulcano e a 3.900 metri di altitudine, caratteristico per l’esteso “bofedal” (pascolo di alta quota) di fronte all’antica e bianca chiesetta.
Il paesino è quasi disabitato durante l’anno, fatta eccezione per i giorni di festa quando le famiglie originarie trasferitesi in città o sulla costa ritornano per l’occasione. Ancora qualche pastore vive accudendo le sue mandrie di lama e alpaca. La discesa verso la costa e la Panamericana continua immersi in un paesaggio gradevole e multicolore. Sosta al Cerro Unita per la visita del “Gigante di Atacama”, la figura antropomorfa più grande del mondo, alto 86 metri, che rappresenta un “capo” della civiltà Tiwanaku.
Nel pomeriggio arrivo a Iquique, capoluogo della regione di Taracapà. Sistemazione in hotel 4* Sup., in ottima posizione, e pernottamento.
Pasti: colazione in hotel, pranzo a picnic o ristorante, cena libera.

12° giorno / Iquique – i villaggi fantasma di Humberstone e Santa Laura – i geoglifi di Pintados
Partenza per la visita dei villaggi fantasma di Humberstone e Santa Laura, luoghi dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Nel secolo scorso questa zona ebbe un periodo di notevole sviluppo per la produzione di salnitro che veniva esportato in Europa e Stati Uniti.
Durante la visita si potranno osservare gli edifici adibiti ad alloggi, il mercato, il teatro, la chiesa, la piscina e la zona dei macchinari, tutto abbandonato e conservato dal clima secco del deserto. Un vero e proprio sito di archeologia industriale. Poi verso sud per ammirare i geoglifi di Pintados, più di 400 “disegni” rappresentanti figure umane, animali, uccelli e forme astratte, realizzate sui declivi delle colline.
Rientro a Iquique e nel pomeriggio visita della città: il Casino Español in stile moresco e con un impressionante decorazione interna, la Plaza Prat con la Torre del Reloj (dell’orologio) e il Teatro Municipale, palazzo neoclassico del 1890.
Una piacevole camminata per la Calle Baquedano, caratterizzata da molti edifici in stile “Revival Greek” costruiti durante l’epoca della fiorente industria del salnitro, fino alla vecchia Estaciòn del Ferrocarril (stazione ferroviaria). Visita del Museo Regional che ospita un interessante mostra archeologica e del Palazzo Astoresca, costruito nel 1904, oggi centro culturale, con pitture, arredamento originale giunto dall’Europa, una mostra etnografica e una bizzarra collezione di conchiglie marine raccolte in tutto il mondo. Pernottamento in hotel.
Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena liberi.

13° giorno / Iquique – Santiago del Cile
Al mattino trasferimento in aeroporto per il volo su Santiago. Accoglienza e trasferimento in hotel. Pomeriggio a disposizione e pernottamento in hotel 5*.
Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena liberi.

14° giorno / Santiago del Cile – partenza
Tempo libero in funzione dell’orario del volo di rientro. Transfer in aeroporto e imbarco sui voli per l’Italia, con scalo intermedio. Pernottamento a bordo.
Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena liberi o a bordo.

15° giorno / Arrivo in Italia
Arrivo a Milano solitamente nel primo pomeriggio.

La quota comprende:

i servizi a terra, i voli locali di linea in classe economica, accoglienza e trasferimenti aeroporto/hotel e viceversa, i trasporti in minibus in Cile e in fuoristrada in Bolivia (3 passeggeri per auto), le guide locali parlanti spagnolo e l’accompagnatore dall’Italia a partire da 10 partecipanti, tutti i pernottamenti in camere con servizi privati, i pasti come specificato sul programma, tutti gli ingressi ai siti archeologici e alle località d’interesse come specificato, l’assicurazione di viaggio come specificato, il dossier culturale / informativo sul viaggio.

La quota non comprende:

acqua e bevande ai pasti e fuori dai pasti, i pasti espressamente esclusi e non menzionati sul programma, le eventuali tasse locali per i voli interni o in uscita dal paese, le mance e il facchinaggio, gli extra e le spese personali, la polizza per l’aumento dei massimali di rimborso delle spese mediche (facoltativa), tutto quanto non espressamente specificato sul programma di viaggio.